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Il nistagmo consiste nella presenza di movimenti oscillatori, verticali e/o orizzontali o torsionali, involontari e ritmici degli occhi per lo più a scosse, che possono insorgere alla nascita o manifestarsi più tardivamente, anche in età adulta, prevalentemente per cause neurologiche.

Il nistagmo congenito si può associare ad una difficoltà visiva importante o ad una posizione viziata del capo (torcicollo oculare). Il torcicollo rappresenta un meccanismo di compenso in quanto viene ricercata la direzione di sguardo nella quale gli occhi oscillano con minore intensità o in cui è presente un blocco delle oscillazioni: in tal caso migliora la la stabilità della fissazione e di conseguenza si ha una migliore acuità visiva.

Il nistagmo acquisito è caratterizzato dall’oscillopsia, che rappresenta un disturbo visivo invalidante, in quanto il paziente percepisce le immagini del mondo esterno “oscillanti”  senza la possibilità di sviluppare un meccanismo di compenso.

La terapia del nistagmo si basa sulla possibilità di migliorare il torcicollo oculare in quei casi in cui il paziente sia costretto ad adottare una particolare posizione del capo per vedere meglio. Viene sempre effettuata la prova prismi per simulare “virtualmente” il risultato post-operatorio e quantificare l’entità della chirurgia. Si tratta di una terapia chirurgica che viene effettuata sui muscoli oculari, la stessa che si esegue in caso di strabismo.