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L’occhio è l’organo di senso dell’apparato visivo. Esso raccoglie la luce proveniente dall’ambiente, ne regola l’intensità attraverso un diaframma, l’iride, e la focalizza sulla retina attraverso un sistema di lenti (cornea, cristallino e vitreo) per formare un’immagine, che, successivamente, trasforma in una serie di segnali elettrici, i quali, attraverso il nervo ottico, vengono inviati al cervello, nell’area occipitale, per l’elaborazione e l’interpretazione.

 

 

L’occhio o, per meglio dire, il bulbo oculare, è posizionato in ciascuna delle cavità orbitarie del cranio, contenenti anche gli annessi oculari.

L’orbita ha la funzione di protezione e di contenimento delle strutture oculari.

Ha la forma di una piramide quadrangolare rovesciata all’indietro. E’ formata dalle ossa frontale, zigomatico, mascellare, etmoidale e sfenoidale. In corrispondenza dell’apice orbitario, troviamo il forame ottico, da cui entrano il nervo ottico, l’arteria oftalmica e la fessura orbitaria superiore, da cui passano i nervi per i muscoli oculari, i rami del trigemino, la vena oftalmica ed altri. La fessura orbitaria inferiore è percorsa dal nervo trigemino e dalla vena oftalmica.

Gli annessi oculari sono:

  • le palpebre
  • la ghiandola lacrimale
  • i muscoli extraoculari

 

Le palpebre sono delle pieghe muscolo-cutanee, distinte in superiore e inferiore, che hanno la funzione di:

  • protezione
  • distribuzione del “film lacrimale” (mediante ammiccamenti di circa 12 min, fisiologicamente il film lacrimale viene prodotto nella quantità di 1 microlitro/min.)

Sono formate dagli strati cutaneo, muscolare, fibroso (setto, tarso) e congiuntivale. Contengono numerose ghiandole (di Meibomio, Zeiss e Moll), che producono la componente lipidica del film lacrimale.

 

La ghiandola lacrimale fa parte dell’apparato lacrimale, costituito da una porzione secretoria (ghiandola lacrimale e ghiandole lacrimali accessorie) e da una porzione escretoria. E’ alloggiata nella parete supero-esterna dell’orbita, nella fossa lacrimale, ed è responsabile della lacrimazione indotta da uno stimolo irritativo (es. luce) o da una emozione. Le ghiandole lacrimali accessorie sono responsabili della secrezione basale.

 

Il sistema lacrimale escretore consta di una serie di canali con partenza dai puntini lacrimali che, attraverso il condotto lacrimale, passando nel sacco lacrimale e nel condotto naso-lacrimale, sboccano nel naso.

Il restringimento, o stenosi, a vari livelli dell’apparato escretore, è causa di “epifora” (nei bambini) o lacrimazione (nell’adulto), che prevedono, rispettivamente, sondaggio e lavaggio delle vie lacrimale, e dacriocistointubazione e dacriocistorinostomia.

 

I muscoli extraoculari comprendono 4 muscoli retti, 2 muscoli obliqui e il muscolo elevatore della palpebra superiore. Essi originano dall’anello di Zinn, situato sotto il forame ottico. Il muscolo orbicolare è invece responsabile della chiusura palpebrale.

 

La congiuntiva riveste la porzione interna delle palpebre e parte del bulbo oculare, la sclera, la parte bianca dell’occhio. E’ una membrana mucosa costituita da epitelio, fibre elastiche e collagene e da ghiandole.

 

La sclera forma gran parte della tunica esterna del bulbo oculare (circa il 90%), interrompendosi in corrispondenza della giunzione sclero-corneale (limbus). E’ costituita prevalentemente da fibre collagene, ma anche da fibre elastiche. Come si interrompe anteriormente per lasciare il posto alla cornea, così si interrompe posteriormente per lasciare uscire il nervo ottico ed entrare i vasi sanguigni, l’arteria e la vena centrale retinica. E’ una membrana protettiva per il contenuto bulbare, ma è anche il supporto per l’inserzione dei muscoli oculo-motori.

Dall’esterno all’interno incontriamo l’uvea, la tonaca intermedia del bulbo oculare, particolarmente vascolarizzata e pigmentata, che forma l’iride, il corpo ciliare e la coroide, con funzione nutritizia. La tunica interna è la retina, una membrana neuro-sensoriale.

 

Il bulbo oculare è una “sfera piena di liquidi”. In senso antero-posteriore incontriamo:

  • la cornea
  • l’iride
  • tra la cornea e l’iride vi è la camera anteriore (piena di umor acqueo) L’umor acqueo viene prodotto dai processi ciliari retrostanti all’iride.
  • tra l’iride e il cristallino vi è la camera posteriore
  • il cristallino
  • la retina
  • tra il cristallino e la retina vi è la camera vitrea ripiena di un gel, il corpo vitreo

 

La cornea è una membrana avascolare, formata da 5 strati  (epitelio, membrana di Bowman, stroma, membrana di Descemet ed endotelio) con peculiari caratteristiche ottiche-fisiche di trasparenza e rifrazione della luce. Essendo avascolare, il film lacrimale è la fonte principale di ossigeno, ma è anche riccamente innervata (branca oftalmica del trigemino).

 

L’iride è la porzione colorata dell’occhio, disposta come un diaframma, con al centro il forame pupillare. Il suo diametro è regolato dal muscolo dilatatore (simpatico) e dal muscolo costrittore (parasimpatico).

 

Il cristallino è una lente organica trasparente disposta perpendicolarmente all’interno del bulbo oculare, sostenuta a 360° dal corpo ciliare tramite un insieme di fibrille (zonula). E’ contenuto all’interno di un “sacchetto”, denominato capsula.

Le sue proprietà sono la trasparenza e il potere diottrico. La trasparenza è essenziale affinché le immagini vengano proiettate correttamente a livello della retina. Inoltre, grazie alla forma di lente biconvessa, dalla sua azione, assieme a quella del corpo ciliare, dipende il processo accomodativo. Quest’ultimo si compie con un rilassamento della zonula, cosicché il cristallino assume una forma più globosa, incurvandosi e aumentando il potere diottrico.

 

Il corpo vitreo è una sostanza gelatinosa e trasparente che occupa la cavità oculare compresa tra il cristallino e la retina, alla quale aderisce perfettamente. Al suo interno, possono formarsi delle piccole opacità, i “corpi mobili vitreali”, meglio conosciuti come “mosche volanti”.

 

La retina corrisponde alla membrana più interna del bulbo oculare ed è formata da 10 strati. E’ deputata alla ricezione degli stimoli luminosi e alla loro trasformazione in segnali nervosi, che vengono quindi trasmessi fino alle strutture cerebrali.

Viene strutturalmente distinta in un foglietto esterno, l’epitelio pigmentato, e un foglietto interno, la retina sensoriale. La parte più esterna è a contatto con la coroide tramite l’epitelio pigmentato.

A livello della retina sono presenti:

  • elementi di fotorecezione
  • elementi di conduzione
  • elementi di associazione
  • elementi di sostegno
  • elementi vascolari

 

I coni e i bastoncelli sono i “fotorecettori”, che trasformano la luce in stimolo nervoso. I bastoncelli sono circa 120 milioni, mentre i coni, maggiormente rappresentati a livello maculare, circa 6 milioni. I coni sono importanti per la visione discriminata e dei colori, mentre i bastoncelli per la visione grossolana e periferica.

Al di là dello strato dei fotorecettori, ci sono numerosissime cellule (bipolari, amacrine, di Muller), che servono alla trasmissione del segnale percepito da coni e bastoncelli alle cellule ganglionari, i cui assoni vanno a costituite il nervo ottico.

La regione più importante della retina è la macula, situata centralmente e temporalmente alla papilla, del diametro di circa 4.5-5 mm. Essa garantisce la percezione delle forme. Al centro della macula è presente la fovea.

La retina funziona dunque come la pellicola di una macchina fotografica, che si “impressiona” con l’immagine e, attraverso il collegamento con un cavo, il nervo ottico, consente di trasmettere l’immagine al cervello, dove viene sviluppata.

 

La retina è interessata da numerose patologie, non sempre sintomatiche nelle prime fasi. Ecco che risulta importante l’esame del fondo oculare.

Le malattie più comuni sono:

  • Retinopatia diabetica e ipertensiva
  • Degenerazione maculare senile
  • Degenerazioni retiniche ereditarie
  • Occlusioni arteriose e venose
  • Degenerazioni e rotture della retina
  • Distacco di retina